Circa 200 lavoratori della Whirlpool di Napoli hanno bloccato stamane sia in entrata che in uscita, lo svincolo autostradale dell’A3 all’altezza di San Giovanni a Teduccio. La protesta a conclusione dell’assemblea in fabbrica con i segretari di Fim Fiom Uilm per decidere le iniziative a sostegno della vertenza e conto i licenziamenti. Una decisione, quella da parte della multinazionale che produce elettrodomestici, che viene ritenuta “ingiusta e immotivata”. I dipendenti dello stabilimento di via Argine chiedono l’intervento diretto dei ministri dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti e del Lavoro, Andrea Orlando. Gli operai intendono anche sollecitare un aiuto da parte del prefetto di Napoli, Marco Valentini, al quale è stato chiesto un incontro dalle organizzazioni sindacali di categoria. “Gli impegni di Draghi, di Giorgetti e dei vertici del Pd, che in questi mesi hanno interloquito direttamente con i lavoratori, devono concretizzarsi in atti reali e non in decreti senza effetto – ha detto Antonio Accurso, segretario generale Uilm Campania – Su questa vertenza, che coinvolge 350 lavoratori su 5mila del gruppo che in altri siti fa profitti e assume interinali, si misura credibilità e forza del governo che ha 30 giorni per farsi sentire e dare seguito agli impegni, facendo rispettare gli accordi e le istruzioni italiane”. Il blocco è durato per circa un’ora, non si sono registrate particolari tensioni.
“Siamo ad oltre 300 giorni dall’inizio della vertenza e a soli 26 giorni dalla scadenza della procedura di licenziamento aperta da Whirlpool eppure l’incontro previsto per fine agosto al ministero ancora non è stato ancora convocato. Bisogna passare dalle parole ai fatti, capire e discutere chi sono i soggetti industriali coinvolti e che tipo di progetto sulla mobilità si vuole mettere in campo e quali garanzie industriali e occupazionali ci sono rispetto ad una conversione industriale”. E’ quanto ha affermato Raffaele Apetino, segretario generale della Cisl Campania. “Il vice ministro Todde, nell’ultima riunione insieme ad Invitalia, annunciò un progetto di un Hub Nazionale della mobilità da insediare presso il sito di via Argine. È chiaro che è necessario, come abbiamo più volte ribadito al vice ministro, che – ha aggiunto il sindacalista – per discutere di una soluzione che per noi deve essere migliore o pari a Whirlpool, è fondamentale che la multinazionale americana ritiri la procedura di licenziamento in corso e utilizzi le 13 settimane a costo zero per l’impresa così da permettere una discussione quanto meno senza la spada di Damocle dei licenziamenti. Come Fim Cisl, insieme alle altre organizzazioni sindacali, continueremo la nostra battaglia per rivendicare il sacrosanto diritto al lavoro, faremo sentire la nostra protesta nei prossimi giorni e non ci fermiamo fino a quando non si sarà conclusa positivamente la vertenza”, ha concluso Apetino.
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