Governo Draghi: oggi la seconda giornata di consultazioni, tocca a Salvini e Grillo

Mario Draghi, Matteo Salvini e Beppe Grillo. Il premier incaricato affronta la seconda giornata delle consultazioni e si appresta a ricevere le delegazioni di Lega e Movimento 5 Stelle in una mattinata che si annuncia cruciale per la definizione dell’esecutivo di ‘alto profilo’ invocato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Draghi ha archiviato la giornata di venerdì incassando il sostegno di Pd, Italia Viva e Forza Italia. Fratelli d’Italia, come ha ribadito Giorgia Meloni, non voterà la fiducia.

Lega

Alle 11 Draghi riceverà la delegazione della Lega, formata dal leader Matteo Salvini e dai capigruppo di Camera e Senato, Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo. La linea del Carroccio è stata esplicitata nelle ultime ore da Salvini, con dichiarazioni sempre più nette. “Non facciamo le cose a metà, se ci siamo ci siamo, altrimenti collaboriamo dall’opposizione, come abbiamo fatto nell’ultimo anno e mezzo”, ha detto Salvini nella mattinata di ieri, prima di ribadire alcuni concetti dal proprio profilo Twitter. “Non vedo ipotesi strampalate, governi tecnici o appoggi esterni. O ci sei o non ci sei, l’ho dimostrato da ministro dell’Interno. Se parteciperemo lo faremo da primo partito italiano”, ha scritto Salvini, aggiungendo: “Con il professor Draghi parleremo domani della nostra idea di Italia, non possiamo dire ‘sì’ o ‘no’ a prescindere, in un momento in cui l’interesse del Paese deve venire prima di quello dei partiti. Di certo diremo di no all’aumento delle tasse e Imu, no alla patrimoniale evocata da Grillo, no all’azzeramento di quota 100. Gli italiani chiedono coraggio e serietà”.

Sul tema dell’appoggio al governo -con quotazioni in ascesa- Salvini si è spinto dove mai era arrivato con il perentorio “noi non facciamo le cose a metà, se ci siamo ci siamo” puntando a un esecutivo politico, di cui Draghi si dovrà fare carico, decidendo quali partiti imbarcare e soprattutto in che forma. Spuntano anche i ministri della Lega, con Giorgetti tra i nomi più gettonati. Poi, negli stessi minuti in cui Giorgia Meloni ha concluso le consultazioni con il premier incaricato, mettendo nero su bianco il no di Fdi al governo, Salvini è parso far cadere pure il veto a una sua possibile coabitazione al governo con gli ex alleati del M5S: “Chi sono io per dire ‘tu no’. Noi con Draghi non diremo non voglio tizio”. La strategia di ingaggio, a questo punto, sembra quella di giocarsela fino in fondo: “Noi ci siamo, pronti a metterci la faccia”.

M5S

Dopo la Lega, toccherà al Movimento 5 Stelle. Alle 12.15 si presenterà da Draghi una delegazione composta dal Garante, Beppe Grillo e dal Capo politico, Vito Crimi. Per il Senato saranno presenti il capogruppo Ettore Licheri e il vice capogruppo Andrea Cioffi. Per la Camera sarà presenti il capogruppo Davide Crippa e il vicecapogruppo Riccardo Ricciardi”.

A quanto apprende l’Adnkronos, prima di incontrare Draghi per le consultazioni, i ‘big’ del M5S faranno un punto a Montecitorio alle 11 in un vertice a cui prenderà parte anche il premier uscente Giuseppe Conte. Saranno presenti Grillo, Luigi Di Maio, Riccardo Fraccaro, Alfonso Bonafede, Paola Taverna e Stefano Patuanelli, oltre a Crimi e ai capigruppo M5S di Camera e Senato. Da Draghi, si presenterà un Movimento alle prese con un vivace dibattito interno sulla posizione da assumere in relazione all’esecutivo.

Grillo, rispetto al ‘no’ iniziale, ha mutato orientamento. Dopo aver detto, martedì scorso, agli ormai ex ministri che lo avevano sentito, ‘mai con Draghi, avanti con Conte’, ha virato. Ma la condizione è che quello di Draghi sia un esecutivo politico, con il M5S nel ruolo di uno dei cardini. Se i big appaiono allineati, non altrettano si può dire delle ‘truppe’ parlamentari. A Palazzo Madama, in particolare, c’è ancora un gruppo di senatori (sarebbero una dozzina) fortemente contrari a un governo Draghi. E’ con loro che il fondatore del M5S proverà a confrontarsi per tenere il Movimento unito. “Non capiamo questo cambio di linea deciso da Beppe, non ce lo aspettavamo…”, ha confidato all’Adnkronos uno dei grillini più scettici.

Redazione

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