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Napoli: De Magistris, “altro che verde pubblico, qui sono a rischio tutti i servizi comunali. Dal Governo arriva solo elemosina istituzionale”

In diretta a “Barba&Capelli”, trasmissione di Corrado Gabriele su Radio CRC, è intervenuto come ogni settimana il Sindaco di Napoli: “Per come siamo messi con risorse umane e finanziarie quasi quasi mi sento di potermi accontentare per come sono oggi, dopo due mesi e mezzo di inattività i parchi e il verde pubblico a Napoli, siamo senz’altro in grado di recuperare e lo stiamo già facendo, ma c’è ben altro che mi preoccupa per la nostra città – De Magistris è pacato nei toni, ma come sempre molto netto e partendo dalla questione del verde pubblico arriva al cuore del problema – abbiamo fatto la scelta di aprire i parchi nelle condizioni oggettive di due mesi di fermo di manutenzione, e devo dire con chiarezza che ho la preoccupazione che le cose andranno anche a peggiorare. Non vi aspettate che ci siano più autobus, più operatori ecologia Asìa, questo è impensabile. Sulla manutenzione del verde è vero che c’è ancora gente che, per legge, è ancora in smart working, penso a architetti,  tecnici e amministrativi, altre persone poi che non avendo i dispositivi di sicurezza non vogliono scendere a lavorare e hanno tutto il diritto di farlo. Faremo di tutto, anche di più, lavoreremo 24 ore e un minuto per reggerela situazione e migliorarla, ma non è facile, dopo due mesi di fermo, ripartire, i cittadini devono avere un po’ di pazienza. Forse il verde è quello che più riusciremo a recuperare, ma per gli altri servizi sono spaventato. C’è il rischio che per fine maggio non si riusciranno a prelevare i rifiuti in Italia. Il Governo sta consegnando il Paese ad un disastro, rischiando di distruggere ogni prospettiva altro che ripresa”.

De Magistris esprime, poi, tutta la preoccupazione per cosiddetta fase 2: “Non scherzavamo quando ci ritenevamo preoccupati per la tenuta delle nostre Istituzioni noi Sindaci tutti da Nord a Sud  durante il periodo di lockdown, e lo siamo ancora di più adesso che occorre far ripartire le comunità che amministriamo” così Luigi De Magistris, che alla domanda sul decreto per la ripartenza del Paese si esprime con un commento molto duro e netto “ci troviamo di fronte ad un’azione del Governo del tutto inadeguata rispetto al momento storico, al tema che bisognerebbe affrontare, abbiamo un Governo che non comprende le priorità sociali, politiche ed economiche, che non mette in campo strumenti adeguati, voglio leggere bene il contenuto del decreto annunciato, ma se dovessero confermarsi le indiscrezioni e gli annunci saremmo davanti ad una vera e propria elemosina istituzionale. Non ci sono assolutamente le basi per la ripresa di un Paese. Mantengo la sensazione raccolta in questi mesi che si sta dando il segnale di non sapere da dove ripartire. I Mille euro erogati, quando erogati, svaniscono in tre giorni per il disastro economico che stiamo affrontato”.

È molto netto sulle priorità da affrontare il primo cittadino di Napoli “se fino ad ora eravamo nella prima fase ed ho voluto tenere i toni bassi, se continuo così allora ADESSO PARLO IO, e ne ho tante da dire su come si è affrontata l’emergenza, abbiamo annullato le libertà costituzionali, dato carta bianca al Governo e ai governatori delle regioni e cosa ci ritroviamo una elemosina istituzionale che non tiene conto delle priorità: un esempio? Vogliamo parlare di scuola? Raramente mi sono trovato di fronte ad una inadeguatezza di questa portata. Cosa è un Paese senza la scuola, senza la comunità scolastica,cos’è? Quale è l’idea complessiva? Forse qualcuno ha interesse a costruire un’Italia virtuale? – continua così De Magistris che si smarca da maggioranza e opposizione “io sono autonomo e non mi riconosco in chi sostiene o si oppone al Governo Conte, anzi sono un potenziale sostenitore, ma non posso accettare questo stato di cose, il Comune di Napoli aveva lanciato un segnale strutturale: via tutte le imposte fino a dicembre 2020 e come si è risposto? Nulla. Le persone stanno ancora attendendo la cassa integrazione. I soldi del MES, che a mio avviso manterranno ilcappio al collo all’Italia, andranno ai cittadini? Certo che no, andranno alla sanità pubblica, ma è sempre quella sanità che la politica, in tutti questi anni, ha smantellato e mi sa che si stanno mettendo le toppe a tutte le lacune che ci sono e ci sono state in questo periodo, ma adesso bisogna raccontarsi una serie di verità, perché non mi sembra giusto farsi travolgere dall’inadeguatezza di chi guida il Governo.” conclude così il Sindaco di Napoli a proposito del ruolo e delle azioni del Governo e della Regione, preannunciando che alla lettura nel dettaglio del decreto poi vorrà tornare sull’argomento con ulteriore franchezzaper fare chiarezza con i cittadini e con la politica.

Redazione

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