Le cinque regole per educare il cane alla gentilezza

Dal comportamento in casa alla passeggiata al parco: essere gentili non e’ piu’ una prerogativa riguardante esclusivamente gli esseri umani. Anche gli amici a quattro zampe sono chiamati a osservare le norme di gentilezza necessarie nei diversi luoghi e negli spazi comuni dove essi vivono. La predisposizione al bon ton di un pet dipende molto da come viene educato fin dai primi mesi di vita. “Per addestrare il proprio cane alla gentilezza, occorre fargli eseguire sin da cucciolo alcune pratiche che gli permetteranno di memorizzare anche in eta’ adulta i comportamenti piu’ importanti – afferma Mauro Ottolini, educatore cinofilo di Ca’ Zampa, il primo Gruppo in Italia di Centri che offrono servizi veterinari, di toelettatura, educazione, fisioterapia e parafarmacia per animali domestici – nessun cane nasce aggressivo: questa attitudine, cosi’ come la gentilezza, si sviluppa in base a come il cane viene abituato e trattato dal secondo al settimo mese di vita. Bisogna, in questa particolare fase della vita di un pet, farlo lavorare su una diversa serie di esercizi ed abitudini”.

La prima tipologia di esercizi riguarda quelli statici, suddivisi in da seduto, a terra e di attesa. Quando ad esempio il proprietario posa un croccantino a terra il cane dovra’ imparare a non prenderlo subito, ma a farlo solo dopo che gli verra’ dato il comando, gestuale o verbale. Abituato in questo modo il cane attendera’ il comando restando seduto o a terra, dando la possibilita’ al proprietario di compiere delle azioni senza prendere l’iniziativa, educandolo cosi’ in generale all’attesa e lavorando sulla frustrazione del non tutto subito. Gli esercizi dinamici invece sono legati alla condotta al guinzaglio, al gioco o al recupero. Anche questi dovranno essere insegnati sempre con un criterio di massima relazione con il cane, per non arrivare mai al conflitto. Gli esercizi di gestione delle risorse con la bocca riguardano lo scambio di cio’ che il cane ha tra i denti o con qualcosa di pari importanza o con un gustoso croccantino, educando cosi’ il cane a non reagire in malo modo quando gli si toglie cio’ che sta trattenendo nella propria bocca. La gentilezza in questo caso consiste proprio nel fatto che il cane lascia per volere del proprietario cio’ che tiene in bocca in maniera dolce, ottenendo qualcosa di interessante in cambio. Il cane deve essere gentile anche quando richiede qualcosa al rispettivo proprietario. “Se vuole uscire o ha fame – sottolinea l’educatore cinofilo di Ca’ Zampa – deve rivolgersi in maniera gentile, ad esempio alzando una zampa, sedendosi, scuotendo la testa per chiedere, anziche’ mordere il pantalone, abbaiare o correre agitato per casa”. Per fare in modo che cio’ avvenga, occorre agire sui comportamenti che il cane deve assumere.

L’attenzione da fermo e’ uno di quegli esercizi che porta il cane a guardare il proprietario con calma aspettando che lui faccia qualcosa, mentre l’attenzione in movimento permette al cane di concentrarsi maggiormente su cio’ che gli viene chiesto e meno sul resto, senza farsi prendere dalla frenesia. Finche’ il cane non si calmera’, non dovra’ essere assecondato, mentre una volta che il cane adottera’ il giusto tipo di comportamento potra’ essere premiato, ad esempio con un croccantino o con un bel ‘bravo’. In questo modo il cane imparera’ a chiedere gentilmente delle cose, e non in maniera frenetica. Un cane e’ gentile se trova amore ed affetto nel proprietario: se quest’ultimo e’ gentile con il suo pet, anche lui lo sara’ con le altre persone, fin da quando e’ cucciolo. Cio’ permettera’ di migliorare la qualita’ della vita dei pet, migliorando cosi’ anche la qualita’ del tempo che i proprietari possono trascorrere con loro, uno degli obiettivi di Ca’ Zampa. Se un cane viene abituato a rimanere solo in giardino o in casa col tempo quando vedra’ delle persone o cani fuori il cancello o dentro casa abbaiera’ perche’ si sentira’ invaso nel suo territorio. Questo potra’ essere gestito se, dal secondo mese il cane viene abituato ad uscire, viene portato in giro a vedere nuovi luoghi, favorendo l’incontro con altre persone e cani. Solo attraverso una buona socializzazione il nostro amico a quattro zampe riuscira’ a controllare la sua aggressivita’ e ad avere un comportamento gentile a prescindere dal luogo in cui si trova.

Redazione

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