Studenti universitari fuorisede nella “giungla” degli affitti, due su tre ancora senza casa

L’anno accademico e’ ormai alle porte. In molte universita’, tra meno di un mese, riprenderanno le lezioni. La scelta piu’ importante, quella della facolta’ in cui studiare, le future matricole l’hanno gia’ fatta. Ma ce n’e’ un’altra (altrettanto importante) che, in queste settimane, accomuna i nuovi iscritti a tutti gli altri ragazzi che hanno deciso di frequentare un corso di laurea lontano dal luogo d’origine: la casa. Gli studenti che studiano fuori dalla propria Regione, secondo i piu’ recenti dati del Miur, elaborati da Skuola.net, sono 421 mila. Ovvero il 25% della popolazione universitaria. Senza contare gli spostamenti all’interno della stessa Regione. Trovare una sistemazione non e’ facile, sia per una questione di prezzi che spinge la maggior parte a preferire una convivenza con altri colleghi universitari che per le condizioni che molti proprietari pongono per affittare la stanza o l’appartamento. Secondo una ricerca di Skuola.net che ha coinvolto 650 studenti fuorisede (nuovi e vecchi), ad oggi circa 2 su 3 non hanno ancora un tetto sulla testa per il prossimo anno.

Un’idea di come si sta muovendo il mercato per l’anno accademico 2019-2020 e’ possibile averla analizzando le scelte di chi ha gia’ provveduto all’alloggio. Il 43% dei nuovi iscritti ha optato per la convivenza, stessa scelta per il 59% di quelli di lungo-corso che continuera’ a seguire la stessa universita’. Tra questi, il 39% rimarra’ nel vecchio appartamento, il 20% lo cambiera’. La convivenza, pero’, sottolinea Skuola.net, mettera’ a dura prova le capacita’ di adattamento degli studenti. Visto che la maggior parte delle case abitate da fuori sede – il 53% – sara’ popolata da almeno quattro persone. Nel 28% dei casi, invece, ci si dovra’ dividere l’affitto con altri due ragazzi. Appena il 19% avra’ un solo coinquilino. La stanza da letto rimane il luogo in cui riappropriarsi di un po’ di privacy: quasi 3 studenti su 4 (il 74%) dormiranno da soli, il 21% con un’altra persona, solamente il 5% sara’ costretto a vivere come in un ostello. Un elemento, questo, che si pone in discontinuita’ rispetto agli anni scorsi quando, specie molti nuovi iscritti, per la prima esperienza puntavano alla casa intera in esclusiva.

Un appartamento tutto per se’ e’ un lusso che potra’ permettersi appena 1 studente fuori sede su 10, sia nel caso delle matricole che degli universitari gia’ rodati. Piu’ o meno le stesse proporzioni di quanti, sfruttando la vicinanza del paese o della citta’ di residenza all’universita’, faranno la classica vita da pendolare, andata la mattina e ritorno la sera: anche qui la quota e’ di 1 su 10. Per chi cambia citta’ oppure per chi e’ alla prima esperienza da fuori sede, sembra essere piu’ appetibile la soluzione degli studentati, che oggi non sono piu’ prerogativa esclusiva di strutture pubbliche ma sempre piu’ spesso vengono allestiti dai privati. Ad optare per una sistemazione residenziale dedicata agli studenti, in stile college americano, e’ il 38% delle matricole e addirittura il 57% di quelli che gia’ sono fuori casa ma cambieranno citta’. I fuorisede storici e stanziali che scelgono questa soluzione sono solo il 18%.

Nonostante le case ‘pollaio’, pero’, solo il 17% dei ragazzi che hanno gia’ firmato il contratto – che per fortuna viene ormai sottoscritto da quasi tutti i proprietari, circa 9 su 10 – riuscira’ a limitare la spesa entro i 200 euro (forse solo chi studiera’ nei piccoli centri ce la fara’), per il 54% l’esborso oscillera’ tra i 200 e i 400 euro, il 19% salira’ fino a 600 euro, il 10% superera’ anche questa percentuale. Una somma che, nel 57% dei casi, verra’ pagata interamente dai genitori. Il 20% degli studenti, invece, chiedera’ alla famiglia solo una parte dei soldi per l’affitto, il resto lo metteranno loro grazie a lavoretti saltuari. Gli stessi lavoretti che permetteranno al 7% di non gravare per niente sul bilancio famigliare. Il 3% provera’ a non chiedere niente a mamma e papa’ (ma senza la certezza di riuscirci), il 13%, infine, usufruira’ di una borsa di studio. 

La ricerca di una casa e, a maggior ragione, di una stanza ha messo in difficolta’ ben oltre la meta’ del campione (59%). L’ostacolo principale, come anticipato, e’ legato ai costi: proprio sull’ammontare dell’affitto si e’ arenato il 41% delle trattative finite con un nulla di fatto. Anche le cattive condizioni dell’appartamento, pero’, hanno scoraggiato parecchi ragazzi (20%). Il 15% ha avuto delle incomprensioni con il proprietario, il 5% ha trovato i potenziali coinquilini poco accoglienti. Un percorso a ostacoli reso ulteriormente impervio dai paletti posti dal padrone di casa: durante la ricerca ci sono passati piu’ di 7 su 10. La causa d’esclusione piu’ ricorrente? “Si affitta solo a ragazze” (47% dei casi), seguita dalla selezione degli inquilini in base alla provenienza geografica (10%). Per chi non ha ancora trovato casa, il (27%) provera’ a prendere un appartamento intero (ma tra il dire e il fare). Il 22% si sta concentrando direttamente sulle stanze. Il 18% pensa che fara’ il pendolare. Ma non va sottovalutato un altro 22% – probabilmente composto in gran parte da chi dovra’ passare per lo sbarramento dei test d’ingresso – che e’ veramente indeciso. Saranno loro l’ago della bilancia. Con la sensazione che, alla fine, si riproporra’ un film gia’ visto: la maggior parte ripieghera’ su una stanza. Lasciando l’appartamento in esclusiva a pochi privilegiati.

 

Redazione

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