Il fascino dell’uniforme non conosce crisi. E se uno studente medio o universitario su 3 (il 34%) e’ tentato dall’idea di una carriera in divisa, tra i maturandi quasi la meta’ (45%) sarebbe disposta a intraprenderla gia’ dopo il diploma. A certificarlo e’ l’Osservatorio sulle professioni in divisa di Skuola.net, in collaborazione con la Scuola di preparazione Nissolino Corsi, dopo aver intervistato oltre 22 mila giovani e 4 mila genitori. Questione di posto fisso? No, e’ un lavoro “di cui andare fieri”: per oltre un terzo del campione (il 35%), sarebbe addirittura la prima scelta per il futuro. E un altro segno dei tempi e’ legato al genere: le ragazze interessate sono sicuramente meno rispetto ai ragazzi, ma non scendono sotto quota 30%. Tra gli stimoli decisivi della scelta, al primo posto ci sono i valori espressi dai diversi Corpi (24%), subito dietro (16%) il tipo di lavoro svolto, al servizio degli altri. Numeri quasi simili (15%) per chi sceglierebbe questa strada soprattutto per far parte di una realta’ importante e autorevole. La prospettiva del ‘posto fisso’, con uno stipendio garantito, e’ indicata solo dal 10% degli intervistati mentre, tra gli aspetti operativi, spicca (19%) la possibilita’ di svolgere mansioni investigative, seguita dalla difesa della legalita’ e delle fasce piu’ deboli della popolazione (entrambe al 17%).
In generale, il Corpo piu’ ambito dai ragazzi resta l’Esercito, preferito da uno studente su 5: sugli altri due gradini del podio, Guardia di finanza e Carabinieri. Completano la classifica, nell’ordine, la Polizia di Stato, l’Aeronautica Militare, la Marina Militare, i Vigili del fuoco, la Polizia penitenziaria. Per uno su 10, la destinazione e’ indifferente, “basta farcela”. Si tratta di numeri abbastanza omogenei sia tra i maschi che tra le femmine ma le cose cambiano a seconda dell’area d’Italia. Perche’, ad esempio, i giovani del Centro puntano forte sulla Guardia di finanza (uno su 4), relegando l’Esercito al secondo posto. Lo stesso discorso si puo’ fare per i livelli d’ingresso piu’ gettonati: il 34% del campione partirebbe dalla carriera iniziale (Vfp1 o agente, a seconda della Forza), il 33% dal ruolo di sottufficiale (maresciallo o ispettore), un altro 33% direttamente da quello di ufficiale (attraverso l’Accademia o tramite il concorso da commissario). Chiaramente la difficolta’ del concorso dipende dal ruolo e dal grado a cui si ambisce, oltre che dall’elevata concorrenza. Ma questo sembra non spaventare gli aspiranti militari intervistati: appena il 13% di loro, infatti, si fermerebbe al primo insuccesso mentre quasi la totalita’ proverebbe piu’ di una volta. Il 45% direbbe basta dopo tre tentativi, il 15% dopo quattro o cinque, piu’ di un quarto (27%) andrebbe ad oltranza, finche’ non ce la fa. Infine uno sguardo ai genitori. La meta’ dei circa 4 mila intervistati sosterrebbe i propri figli nella scelta di una carriera in divisa, anche se in questo caso emergono chiare le priorita’ degli adulti: mentre i ragazzi hanno idee ben precise e solo uno su 10 non ha preferenze particolari sulla carriera da intraprendere, per un genitore su 4 un’Arma vale l’altra.
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