Ogni anno si eseguono in Italia oltre 2.400.000 prestazioni di endoscopia digestiva, tra cui anche la colonscopia, ma i gastroenterologi sono solo poco piu’ di 1.400: a causa di questa grave sproporzione, l’Associazione Italiana Gastroenterologi ed endoscopisti digestivi Ospedalieri (Aigo) segnala il rischio per i pazienti di tempi di attesa lunghissimi per poter effettuare questi esami, fondamentali per la prevenzione di patologie molto gravi come ad esempio il tumore del colon retto. “Si tratta di una situazione che diverra’ ancora piu’ difficile nei prossimi anni – spiega l’Aigo – a causa del ritirarsi dal lavoro degli specialisti che raggiungeranno l’eta’ per accedere al pensionamento, di chi potra’ anticipare questo momento grazie a ‘quota 100′ e dell’insufficiente numero di nuovi gastroenterologi formati dalle scuole universitarie di specialita’”.
Aigo evidenzia questo problema in occasione del Congresso nazionale delle malattie dell’apparato digerente che inizia oggi a Roma e che proseguira’ sino a sabato prossimo. L’associazione degli specialisti stima che ciascun gastroenterologo esegua in media ogni anno oltre 1.700 esami endoscopici. Ma la situazione e’ destinata ad aggravarsi a causa del pensionamento di molti specialisti, sia secondo il sistema in vigore sino a poco tempo fa sia per la recente “quota 100”. Inoltre, l’associazione ritiene che il numero di coloro che lasceranno l’attivita’ professionale non sara’ controbilanciato dai nuovi specialisti formati dalle universita’. I posti previsti nelle scuole di specializzazione di gastroenterologia, infatti, sono insufficienti: per il 2018 sono solo 89. “La mancanza di gastroenterologi rappresenta oggi un grave problema: secondo i dati pubblicati proprio in questi giorni dal Ministero della salute, le malattie dell’apparato digerente causano oltre 550.000 ricoveri ogni anno e rappresentano l’8,9 per cento di tutte le ospedalizzazioni”, dice Giuseppe Milazzo, presidente dell’Aigo. “E’ evidente come di fronte a patologie cosi’ diffuse – continua – andrebbe aumentato il numero dei gastroenterologi, che sono gli specialisti di elezione per trattarle. Al contrario invece il loro numero nei prossimi anni si ridurra’ per il mancato turn-over, con grave rischio per il trattamento di tutte le patologie dell’apparato digerente e in particolare per i programmi di screening del tumore del colon retto e la gestione delle emergenze nei pronto soccorso”.
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