Confiscati dalla Guardia di finanza su richiesta della Procura di S. Maria Capua Vetere (Caserta) beni per 25mln di euro all’imprenditore Pasquale Piccirillo editore di “Tv Luna”: “E’ socialmente pericoloso”

Beni per circa circa 25 milioni di euro sono stati confiscati all’ imprenditore casertano del comparto sanitario Pasquale Piccirillo, di 56 anni, editore dell’ emittente televisiva campana “Tv Luna”. Il provvedimento è stato disposto dalla sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) su richiesta della Procura. Nei confronti dell’ imprenditore è stata disposta anche la sorveglianza speciale per due anni. I finanzieri di Caserta hanno confiscato a Piccirillo 15 auto, una moto e 98 immobili ubicati tra Caserta, Latina, Napoli, Avellino, L’Aquila la Svizzera, oltre a quote azionarie, conti correnti ed aziende riconducibili all’ imprenditore. Nel marzo 2018, la Procura di Santa Maria Capua Vetere aveva sequestrato l’intero patrimonio di Piccirillo, dando il via al procedimento davanti alla sezione misure di prevenzione del Tribunale. I giudici hanno accertato la “pericolosità sociale” dell’ imprenditore casertano ed hanno disposto la confisca di tutti i suoi beni.

L’attivita costituisce l’epilogo di un’articolata attività investigativa svolta dalle fiamme gialle, finalizzata alla ricostruzione del profilo di pericolosità sociale di Piccirillo e all’individuazione dei proventi illeciti che gli hanno permesso un ingiustificato arricchimento personale e accumulazione nel tempo di un ingente patrimonio. L’imprenditore 56enne è stato, infatti, riconosciuto quale imprenditore connotato da una pericolosità sociale del tipo “economico-finanziaria” alla luce del suo coinvolgimento, nel periodo 2007-2017, in molteplici vicende giudiziarie concernenti , in particolare, numerosi e diversi delitti a sfondo patrimoniale, quali truffe aggravate per il conseguimento di erogazioni pubbliche, riciclaggio, appropriazione indebita e delitti tributari per evasione (scale ed utilizzo ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.

Sulla base di queste evidenze, già nel marzo del 2018 veniva sequestrato il patrimonio nella disponibilità dell’imprenditore e iniziava cosi una prolungata fase istruttoria dinanzi al collegio giudicante che, esaminate le deduzioni difensive e gli esiti degli utlteriori approfondimenti investigativi svolti, riconosceva la pericolosità sociale del proposto, disponendo la confisca, delle quote societarie e relativi complessi aziendali di 2 imprese (tra cui la societa “cassaforte”, utilizzata quale schermo per disporre del patrimonio illecitamente accumulato), 98 immobili (ubicati nelle province di Caserta, Napoli, Latina, Avellino, l’Aquila e in territorio svizzero), 15 autoveicoli e un motoveicolo, nonché delle disponibilità finanziarie presenti in numerosi conti correnti, conti e altri investimenti finanzaiari per un valore totale stimato superiore ai 25 milioni di euro. Gli esiti di quest’attività che per peculiarità, rilevanza e approccio investigativo non ha precedenti sul territorio provinciale, costituiscono chiara testimonianza del costante presidio esercitato da questa Procura, per l’aggressione di patrimoni illecitamente accumulati attraverso la commissione di gravi reati economico-finanziari.

 

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