Auguri all’affascinante Kim Novak, indimenticabile in “La donna che visse due volte”, uno dei massimi capolavori di Alfred Hitchcock. Compie oggi 87 anni

Kim Novak, all’anagrafe Marilyn Pauline Novak  festeggia oggi i suoi 87 anni. Nata e cresciuta a Chicago, nell’Illinois, da Joseph Novak e Blanche Kral, ambedue insegnanti di origini ceche, seppur il padre sia stato poi impiegato nelle ferrovie, e di religione cattolica, inizia la sua carriera come modella e nel 1951, appena diciottenne, viene scelta per la campagna pubblicitaria di una marca di frigoriferi. Trasferitasi in seguito a a Los Angeles, appare in una particina priva di battute nel film La linea francese (1954) di Lloyd Bacon, accanto a Jane Russell e Gilbert Roland. Questo film non riscuote un grande successo e il nome della Novak non compare neppure nei titoli di coda, ma i produttori hollywoodiani la notano ugualmente, tanto che dopo il rifiuto di Rita Hayworth, viene chiamata a sostituirla in Criminale di turno (1954) di Richard Quine, accanto a Fred MacMurray, film in cui la Novak mostra una certa abilità nell’interpretare il personaggio di una scaltra seduttrice, ripropostole anche in seguito. È l’inizio di una rapida e brillante carriera.

Per la sua rarefatta bellezza e per la sua sensualità, durante gli anni cinquanta i produttori la contrappongono spesso a Marilyn Monroe, di cui possiede il fisico, e a Grace Kelly, di cui ricorda la grazia. Assicuratasi un contratto in esclusiva con la Columbia, la Novak viene diretta da Otto Preminger nel dramma sociale L’uomo dal braccio d’oro (1955), al fianco di Frank Sinatra ed Eleanor Parker, ove nonostante la poca esperienza si fa già notare per le sue doti interpretative. Nello stesso anno è la protagonista femminile, accanto a William Holden, nel romantico e pluripremiato Picnic di Joshua Logan, film di cui è ricordata soprattutto la scena di un sensuale ballo serale tra lei e Holden. Nel 1956 affianca Tyrone Power in Incantesimo di George Sidney, e l’anno seguente Jeff Chandler in Un solo grande amore, sempre diretta da Sidney. In seguito interpreta principalmente commedie, come Una strega in paradiso (1958) di Richard Quine, in cui forma un affiatato terzetto con James Stewart e Jack Lemmon, e Pal Joey (1957) di George Sidney, in cui ha nuovamente come partner Frank Sinatra e dà prova di un notevole talento, tanto da non temere la concorrenza della più matura coprotagonista Rita Hayworth.

Già molto popolare, nel 1958 la venticinquenne attrice entra definitivamente nel gotha del cinema internazionale grazie a La donna che visse due volte (Vertigo), uno dei massimi capolavori di Alfred Hitchcock, in cui recita accanto a James Stewart ed interpreta efficacemente il complesso e sfaccettato doppio ruolo di Madeleine Elster/Judy Barton, in sostituzione di Vera Miles, che dovette rinunciare al film poiché era in attesa di un figlio. Sembra che Hitchcock, all’inizio delle riprese del film nel 1957, e nonostante le rassicurazioni della casa produttrice Paramount, non avesse troppa fiducia nelle capacità della Novak, anche se poi, così come gli era accaduto con altre attrici predilette, si convincerà a curare scrupolosamente la sua immagine e a guidarla nella recitazione durante le riprese. L’attrice, in varie occasioni pubbliche protrattesi nel tempo e nonostante qualche riserva, ha sempre lodato il maestro inglese e il film, che tuttora per il pubblico e la critica internazionale resta il più importante ed identificativo della sua carriera.

I primi anni sessanta

Nel 1959 la Novak fornisce una delle sue migliori interpretazioni nel dramma Nel mezzo della notte di Delbert Mann, accanto a Fredric March. Nel 1960 affianca Kirk Douglas nell’audace, per l’epoca, Noi due sconosciuti di Richard Quine, considerato “un succulento melodramma sui costumi sessuali delle classi superiori”. All’apice del successo, affronta anche ruoli leggeri, affiancando Jack Lemmon e Fred Astaire in L’affittacamere (1962), sempre per la regia di Richard Quine. Altro ruolo brillante è quello in Venere in pigiama (1962) di Michael Gordon, accanto a James Garner. Buona anche la sua prova al fianco di Laurence Harvey nel drammatico Schiavo d’amore (1964) di Bryan Forbes e Ken Hughes, nel quale interpreta un personaggio reso celebre al cinema molti anni prima da Bette Davis. Nel 1964 il maestro della commedia Billy Wilder la dirige accanto a Dean Martin in Baciami, stupido, film che all’epoca non ottenne un grande riscontro. Nel 1965 interpreta una vivace popolana nello scanzonato film in costume Le avventure e gli amori di Moll Flanders (1965) di Terence Young, tratto dal romanzo di Daniel Defoe, con Vittorio De Sica ed Angela Lansbury. Sul set, la Novak incontra l’attore inglese Richard Johnson, che sposa quello stesso anno e da cui divorzia nel 1966.

Il declino al cinema e gli anni della televisione

Nel 1965 le viene proposto il ruolo della protagonista nel film Castelli di sabbia di Vincente Minnelli, accanto a Richard Burton, ma a causa di disaccordi con gli sceneggiatori la parte viene assegnata ad Elizabeth Taylor. Nell’autunno di quello stesso anno, in seguito ad un grave incidente, è costretta ad abbandonare il set allestito in Francia per Cerimonia per un delitto di J. Lee Thompson, pellicola di produzione britannica con David Niven, e viene sostituita da Deborah Kerr. In una fase difficile e meno gratificante del proprio percorso artistico e personale, l’attrice tenta un clamoroso ritorno a Hollywood ed ancora con un duplice ruolo, quello di Lylah Clare/Elsa Brinkmann (pensato inizialmente per Ursula Andress o Jeanne Moreau), in Quando muore una stella (1968) di Robert Aldrich, ambientato nel mondo del cinema e chiaramente ispirato anche al capolavoro hitchcokiano di dieci anni prima. La Novak recita al fianco di celebri attori come Peter FinchErnest BorgnineValentina Cortese e Rossella Falk ma, nonostante le buone premesse e l’impegno profuso, il risultato viene considerato abbastanza deludente anche per il pubblico. Dopo questo film, in seguito parzialmente rivalutato dalla critica, e il modesto Quel fantastico assalto alla banca (1969) di Hy Averback, accanto a Zero Mostel, la carriera cinematografica della Novak subisce una crisi pressoché definitiva, dovuta in verità anche alle note resistenze mostrate dall’attrice alle condizioni imposte dagli studios americani.

Negli anni settanta la Novak trascura molto il cinema e si dedica soprattutto alla vita privata e alla difesa degli animali. In questo periodo appare solo in quattro film e di genere diverso: Delirious – Il baratro della follia (1973) di Freddie Francis, in un ruolo abbastanza marginale, Sfida a White Buffalo (1977) di J. Lee Thompson, accanto a Charles BronsonGigolò (1978) di David Hemmings, ove recita con David Bowie e Marlene Dietrich, e Assassinio allo specchio (1980) di Guy Hamilton, film subito apprezzato anche per il nutrito cast, tratto da un romanzo di Agatha Christie ed ove la Novak interpreta con brio e graffiante ironia il personaggio di una bizzosa attrice, rivale della collega interpretata da Elizabeth Taylor. Nel decennio successivo spopola in due delle più famose produzioni televisive di quel periodo, Malibu (1983) e Falcon Crest (1986-1987). Da ricordare anche la sua apparizione nell’episodio pilota della serie TV Alfred Hitchcock presenta (1985).

Ritiro dalle scene e vita privata

Ritiratasi dal cinema nel 1980 e a nemmeno 50 anni di età, una decina di anni dopo la Novak torna sul grande schermo, ma in film considerati minori ed entrambi poco conosciuti dal grande pubblico, ovvero The Children (1990) di Tony Palmer e Liebestraum (1991); peraltro, nel montaggio finale di quest’ultimo, le sue scene subiscono tagli per alcuni contrasti con il regista Mike Figgis. Dopo il breve matrimonio con il collega Richard Johnson (1965-1966), con il quale rimane comunque in buoni rapporti, nel 1976 la Novak si risposa con il proprio medico veterinario Robert Malloy: da allora la coppia risiede in un ranch ove vengono allevati cavalli e lama. La Novak non ha avuto figli, ma ha adottato le tre figlie dell’attuale marito. Ha avuto relazioni sentimentali con Sammy Davis Jr. alla fine degli anni cinquanta, con il regista Richard Quine, che l’ha personalmente diretta in vari film, all’inizio degli anni sessanta, e con l’attore Michael Brandon nei primi anni settanta.

La sua casa a Eagle Point, nello Stato dell’Oregon, è stata parzialmente distrutta da un incendio il 24 luglio 2000, a seguito del quale sono andati perduti numerosi ricordi, premi ricevuti e diversi dipinti. Nel dicembre 2001 la casa è stata inoltre derubata di vari oggetti per un valore di oltre 200.000 dollari; i ladri sono stati poi arrestati e la refurtiva in parte recuperata. Nel 2006 l’attrice si è infortunata gravemente cadendo da cavallo, riportando la perforazione di un polmone, alcune costole rotte e danni neurologici, ma con le cure protrattesi per circa un anno ha comunque avuto un recupero completo. Pur diventata nel tempo sempre più schiva e restia alle apparizioni in pubblico, la Novak è tornata alla ribalta internazionale nel 2013 in veste di acclamata ospite d’onore e madrina al Festival di Cannes, in occasione della presentazione ufficiale della versione restaurata de La donna che visse due volte. Nel 2014 ha partecipato anche alla cerimonia di premiazione degli Oscar, apparendo brevemente sul palco insieme a Matthew McConaughey. Allontanatasi dai set cinematografici, da vari anni la Novak si dedica soprattutto alla pittura e alle arti visive.

Omaggi e riferimenti

  • Kim Novak viene citata nella canzone Il dritto di Chicago di Fred Buscaglione, come un appuntamento (a “un pranzo con Kim Novak“) da fare invidia a chiunque, a cui il protagonista della canzone non va (“non andai“). In questo modo il protagonista dimostra la sua personalità e importanza.
  • Nel film Totò, Peppino e le fanatiche (1958) di Mario Mattoli la Novak viene esplicitamente citata da Totò, che afferma di parlarci personalmente, affibbiandole il nomignolo di “Kim dal braccio d’oro“.
  • Kim Novak viene citata nell’ambito del film di animazione Rango (2011) di Gore Verbinski e nel titolo del film C’è Kim Novak al telefono (1993) di Enrico Roseo.
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