Sequestrati beni del valore di 200 mln riconducibili a 4 imprenditori contigui a cosche di ‘ndrangheta

Operazione della Guardia di finanza, dei carabinieri e della Dia a Reggio Calabria con il coordinamento della Dda, diretta dal Procuratore della Repubblica, Giovanni Bombardieri, per l’esecuzione di un provvedimento di sequestro di beni mobili ed immobili per un valore di duecento milioni di euro riconducibili a quattro imprenditori reggini. Gli imprenditori destinatari del provvedimento di sequestro sono indiziati di appartenenza o contiguità alle più importanti cosche di ‘ndrangheta di Reggio Calabria ed erano già stati arrestati nell’aprile del 2018. I quattro, indicati come contigui alle più importanti cosche di ‘ndrangheta della città, furono coinvolti all’epoca nell’operazione denominata “Monopoli” con l’accusa di associazione per delinquere di tipo mafioso, intestazione fittizia di beni ed autoriciclaggio.

L’ingente patrimonio e’ stato sequestrato agli imprenditori edili reggini Andrea Frabncesco Giordano, 68 anni, Michele Surace, 62 anni, Giuseppe Surace, 35 anni, Carmelo Ficara, 63 anni, indiziati di appartenenza o contiguita’ alle cosche reggine dei “Tegano” e “De Stefano”. Erano stati tratti in arresto, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa su proposta della Dda di Reggio Calabria nell’ambito dell’operazione “Monopoli” condotta dai carabinieri per associazione per delinquere di tipo mafioso, trasferimento fraudolento di valori, autoriciclaggio, aggravati dall’agevolazione mafiosa, con il sequestro di beni per 50 milioni di euro. L’attivita’ investigativa, avviata nel febbraio 2017, ha fatto luce su un sistema di complicita’ criminali, coltivate da imprenditori reggini che, sfruttando l’appoggio delle piu’ temibili cosche cittadine, erano riusciti ad accumulare enormi profitti prontamente riciclati in fiorenti attivita’ commerciali. 

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