Tumori, anche a Taranto la terapia a base di cellule Car-T

Dopo il via libera dall’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) alla rimborsabilita’ della prima terapia a base di cellule Car-T (Chimeric Antigen Receptor T-cell) disponibile in Italia, entro settembre verra’ resa pubblica la lista dei centri in Italia dove verra’ erogata tale terapia. Lo annuncia l’Asl di Taranto che, come spiega una nota, “ha certificato il possesso di tutti i requisiti specifici individuati dall’Aifa e quindi entro poche settimane i primi pazienti riceveranno la terapia”. La struttura di Ematologia dell’ospedale Moscati di Taranto, diretta da Patrizio Mazza, oltre a essere specializzata in onco-ematologia, come tutti i centri abilitati e’ dotata della certificazione del Centro Nazionale Trapianti, dell’accreditamento Jacie per trapianto allogenico comprendente unita’ clinica, unita’ di raccolta ed unita’ di processione, della disponibilita’ di una serie di infrastrutture come il reparto di rianimazione e terapia intensiva “sufficientemente attrezzato per rispondere ad emergenze che possono verificarsi per complicanze anche gravi e della presenza di un team multidisciplinare adeguato alla gestione clinica del paziente”. 

Soddisfazione e’ stata espressa dal direttore generale dell’Asl di Taranto, Stefano Rossi: “Con l’approvazione da parte del consiglio di amministrazione di Aifa – dichiara il dg Rossi – si e’ concluso l’iter procedurale per garantire l’accesso a queste nuove terapie salvavita. Grande merito va alla struttura del dottor Mazza che, con un attento lavoro di squadra, ha fatto in modo di aprire un percorso che garantira’ a breve un accesso a tutti quei pazienti che hanno esaurito qualsiasi opzione terapeutica ed offrire una nuova speranza di cura”. Le terapie Car-T, spiega l’Asl, “rappresentano una strategia immunoterapica di ultimissima generazione nella lotta ai tumori ematologici. Non e’ un trattamento classico – si precisa – non e’ un farmaco di sintesi che si trova preconfezionato in farmacia o in ospedale e pronto all’uso. Si tratta di una terapia cellulare basata sulle cellule vive del paziente (i globuli bianchi del sistema immunitario, o linfociti T), che vengono prelevate, modificate geneticamente e reinfuse nel soggetto, in modo da potenziarne il sistema immunitario contro il tumore. Al momento – afferma l’Asl – queste terapie sono utilizzate per pazienti adulti con linfoma diffuso a grandi cellule B resistenti alle altre terapie o nei quali la malattia sia ricomparsa dopo una risposta ai trattamenti standard (chemioterapia e/o radioterapia) e per pazienti fino a 25 anni di eta’ con leucemia linfoblastica acuta a cellule B. Inoltre – conclude l’Asl – sono in corso studi sul mieloma multiplo, leucemia linfatiche croniche e tumori solidi come il carcinoma della prostata”. 

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