Fine del Governo Conte: duro il Premier nel suo discorso che accusa chiaramente Salvini di “aver agito per interessi personali di partito”

L’azione di governo si arresta qui“. Il premier Giuseppe Conte nel suo discorso al Senato annuncia la sua intenzione di salire “al Quirinale per dare le dimissioni“. E punta il dito sulle parole di Matteo Salvini che hanno “innescato la crisi” portando l’esecutivo alla fine del suo percorso. La decisione, accusa Conte, è arrivata “subito dopo l’approvazione della fiducia sul dl Sicurezza”, che “suggerisce opportunismo politico” da parte del ministro dell’Interno. “Se tu avessi mostrato cultura delle regole l’intera azione di governo ne avrebbe tratto giovamento – attacca il premier -. La culture delle regole non si improvvisa ma è la qualità fondamentale per fare il ministro o il presidente del Consiglio”. L’accusa è chiara, di “aver agito per interessi personali di partito”, compromettendo con il suo partito “l’interesse nazionale”. “Amici della Lega, per preparare e giustificare la scelta delle urne avete tentato di rappresentare maldestramente l’idea del governo del no, del non fare. Pur di battere questa falsa grancassa avete macchiato 14 mesi di intensa attività di governo”.

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Quattrocentoquaranticinque giorni: tanto e’ durato il governo Conte, nato sul ‘Contratto’ firmato dai leader del M5s e della Lega, Luigi di Maio e Matteo Salvini. Un esecutivo che non puo’ dirsi longevo, rispetto alla durata prevista di una legislatura e ai piu’ resilienti esecutivi come quelli guidati da Silvio Berlusconi (1.412 giorni in carica il governo del 2001-2005 e 1.287 giorni tra il 2008 e il 2011). Un governo, quello gialloverde, che non risulta pero’ neppure troppo ‘giovane’ per la media italiana. Sopra i mille giorni, infatti, sono arrivati solo i governi Craxi (1983-1986) e Renzi (2014-2016). Prodi e’ riuscito a stare in carica 886 giorni nel primo esecutivo e 722 nel secondo, terminato a gennaio 2008. Poco meglio dell’ultimo esecutivo ha fatto il governo Gentiloni (536 giorni) e quello Monti (529). Vita piu’ breve hanno avuto nella Seconda Repubblica i governi Letta (300 giorni) e il primo e il secondo governo D’Alema (rispettivamente 427 e 126 giorni) e poi il primo e terzo Berlusconi. Decisamente piu’ ‘fragili’ i governi della Prima Repubblica: il primo Fanfani del 1954 resto’ in carica appena 22 giorni (dal 18 gennaio all’8 febbraio 1954) e l’ottavo governo De Gasperi visse solo 32 giorni nel pieno dell’estate, dal 16 luglio al 17 agosto 1953.

Conte evita la procedura di infrazione da parte dell’Ue, negoziando un obiettivo di rapporto deficit/Pil per il 2019 pari al 2,04% (e quindi rivisto rispetto al 2,4% iniziale). Dopo l’ok alla legge di bilancio, a gennaio parte l’offensiva del M5s – fase tre – che cerca di reagire alla predominanza di Salvini: inizia la campagna elettorale in vista delle Europee del 26 maggio dove la vittoria della Lega e’ schiacciante. Tra gli alleati si ripetono quotidiani e feroci duelli, al limite dell’insulto. Tra i tanti i momenti di alta tensione, va ricordato il cosiddetto caso della ‘manina’, cioe’ quando Di Maio accusa i leghisti di aver cambiato di nascosto (appunto con una ‘manina’) il decreto fiscale, introducendo un condono avverso al Movimento. Le fratture pero’ vengono sempre, anche se a fatica, rimarginate e i senatori 5 stelle addirittura si schierarono a difesa di Salvini, arrivando, per la prima volta nella storia del Movimento, a votare contro una richiesta di autorizzazione a procedere (contro il ministro dell’Interno, accusato di sequestro aggravato di persona nel caso della nave Diciotti). Poi arrivano al pettine i due nodi piu’ drammatici: la Tav e il caso Siri. In entrambi i casi, la Lega si spinge ad accusare il presidente del Consiglio di “non essere piu’ super partes”. Sull’Alta velocita’ Torino-Lione, il premier avvia una interlocuzione con la Francia per ridiscutere il progetto dopo gli esiti negativi dell’indagine costi-benefici commissionata dal Mit del pentastellato Danilo Toninelli. Ma e’ sulla ‘cacciata’ del leghista Armando Siri che si consuma lo strappo piu’ profondo, a pochi giorni dal voto europeo. L’8 maggio 2019, come annunciato, il presidente del Consiglio revoca l’incarico a Siri, durante un lungo consiglio dei ministri in cui la Lega ribadisce la propria contrarieta’ alla scelta di Conte, garantendo piena fiducia al premier. Il mese scorso si riaccende ‘l’incendio’ sulla Tav: il 18 luglio il leader della Lega tuona contro l’alleato. Il governo “va avanti se fa cose, altrimenti e’ inutile. E’ venuta meno anche la fiducia personale”, afferma annunciando che il giorno seguente non avrebbe partecipato al Consiglio dei ministri. Quello stesso giorno corregge poi il tiro nei confronti di Luigi Di Maio (“Di lui mi fido, E’ una persona per bene, ma altri non sono all’altezza”) ma la miccia si e’ ormai accesa e negli ultimi 21 giorni si arriva al punto di non ritorno. Ai gia’ tanti temi di scontro si e’ aggiunta anche la riforma della giustizia, che arrivata in Cdm e’ bocciata da Salvini: “E’ acqua, non c’e’ la separazione delle carriere”. Il 7 agosto il Senato boccia la mozione con cui il M5s chiedeva al Parlamento di fermare la Tav. Passano tutte quelle a favore della Torino-Lione. La Lega vota con il Pd e cosi’ cala il gelo tra i leader dei due partiti di maggioranza. 

Nelle ultime due settimane la situazione e’ precipitata: 13 giorni fa Salvini manifesta l’intenzione di porre fine all’esperienza di governo e il giorno dopo annuncia una mozione di sfiducia per andare alle elezioni. Uno strappo istituzionale per molti, dal momento che la parola spetta solo al Capo dello Stato. Dal suo tour nelle spiagge italiane, Salvini ha gia’ avviato la campagna elettorale in cerca di voti dal Nord al Sud del paese. Di Maio rilancia chiedendo prima di votate il taglio dei Parlamentari e andare poi eventualmente al voto. E mentre la battaglia politica si infervora, scoppia il caso della Open Arms: la nave della Ong che batte bandiera spagnola ha un centinaio di migranti a bordo ma le e’ impedito lo sbarco. Da 19 giorni e’ ferma al largo di Lampedusa ed e’ stato permesso solo a minori e a persone malate di essere assistite sul suolo italiano. Per il ministro dell’Interno la fermezza paga: la linea politica e’ quella adottata nell’anno di governo, con l’Aquarius, la Diciotti e la Sea Watch 3, e esplicitata nel decreto sicurezza bis firmato dal presidente Mattarella l’8 agosto.

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