Condannati dopo 17 anni gli autori dell’omicidio di un fioraio avvenuto a S. Cipriano di Aversa (Caserta) maturato all’interno della faida del clan dei Casalesi

Quattro condanne sono state inflitte dal gup Miranda, terza sezione tribunale di Napoli, dopo la richiesta di rito abbreviato, agli esecutori del delitto di Luigi Diana, un fioraio di San Cipriano di Aversa ucciso a fucilate il 29 maggio del 1992. Sedici anni è stata la pena per Francesco Carannante, uno degli esecutori dell’omicidio, 10 anni a testa ai tre collaboratori di giustizia Salvatore Venosa (esecutore) Raffaele Venosa (mandante del delitto) e Pietro Paolo Venosa (colui che ha fornì l’arma). Sono stati i tre collaboratori a permettere dopo tanti anni  la ricostruzione del fatto di sangue avvenuto nel corso della faida all’interno del clan dei Casalesi tra il gruppo Schiavone e Venosa. Il fioraio fu ucciso a colpi di fucile a canne mozze da due sicari in sella ad una moto, i quali si dileguarono subito dopo l’agguato avvenuto nei pressi del cimitero di San Cipriano.

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