Camorra: estorsioni per favorire il clan dei Casalesi in Croazia, arrestato Fabio Gaiatto, ex olimpico, che aveva investito in aziende appartenenti a gruppi criminali

I reati commessi con metodo mafioso – secondo gli investigatori coordinati dal procuratore di Trieste Carlo Mastelloni e dal sostituto procuratore della Dda Massimo De Bortoli – erano diretti a favorire gli interessi del clan dei Casalesi. Scandagliando gli ambienti della criminalita’ organizzata era emerso che Fabio Gaiatto, di Portogruaro (Venezia), attualmente in carcere, vestiti i panni abusivi di intermediario finanziario, aveva investito quasi 12 milioni di euro appartenenti pero’ a gruppi criminali contigui al clan, con la complicita’ e lo strumentale utilizzo di diverse societa’ con sedi in Croazia, Slovenia, Gran Bretagna. Le autorita’ croate, lo scorso anno, dopo le denunce di un professionista ed accogliendo le istanze di vari creditori, avevano pignorato i conti correnti delle aziende istriane facenti capo a Gaiatto disponendone il blocco finanziario ed impedendogli di restituire quanto investito dai boss. L’acuirsi del dissesto finanziario e le pressanti esigenze dei sodali campani di rientrare in possesso delle ingenti somme hanno spinto questi ultimi a mettere in atto condotte estorsive nei confronti di numerosi professionisti, italiani e croati. In questo contesto e’ emerso il ruolo di soggetti riconducibili ad organizzazioni camorristiche che assumevano la ‘tutela’ di Gaiatto garantendogli una sorta di protezione da eventuali attivita’ ritorsive dei creditori, assicurandogli la costante presenza nella sua abitazione e accompagnandolo in occasione dei suoi spostamenti. Agli arresti nel dicembre scorso sono finiti Fabio Gaiatto, Francesco Salvatore Paolo Iozzino, Gennaro Celentano, Mario Curtiello, Walter Borriello, Luciano Cardone e Domenico Esposito. Numerosi gli episodi estorsivi emersi ma anche i consistenti interessi economici in gioco, pari a un giro di affari di decine di milioni di euro.

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