Arrestato dai carabinieri uno dei killer dell’omicidio di un imprenditore avvenuto nel 2015 a Pontecagnano-Faiano (Salerno)

 Il gip del tribunale di Salerno, alla fine del mese scorso, “non ritenendo il quadro gravemente indiziario”, rigetto’ la richiesta di misura cautelare. Oggi, dopo 21 giorni, e’ stato arrestato anche il 51enne Antonio Tesone, ritenuto dalla Direzione distrettuale antimafia di Salerno uno dei due esecutori materiali dell’omicidio di Aldo Autuori, avvenuto alle 20.30 del 25 agosto di quattro anni fa, nel centro cittadino di Pontecagnano Faiano, nel Salernitano. I carabinieri della Compagnia di Battipaglia hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Tesone, detto ‘uomo della masseria’, che aveva stabilito la propria dimora a Villaricca, nel Napoletano, dove era agli arresti domiciliari per altri reati. Classe ’68, Tesone e’ indagato insieme con altre cinque persone, Francesco Mogavero, Enrico Bisogni, Luigi Di Martino, Francesco Mallardo e Stefano Cecere, tutte arrestate nell’operazione dello scorso 27 aprile come mandanti e organizzatori dell’agguato mortale all’imprenditore del settore dei trasporti.

L’incrocio dei dati e dei tabulati telefonici ha consentito ai militari dell’Arma di collocare Antonio Tesone quel giorno sul luogo del crimine, l’incrocio tra via Alfani e via Toscana della cittadina picentina. La ricostruzione degli investigatori rivela che il delitto sarebbe stato ordinato dai due presunti mandanti, Mogavero e Bisogni; organizzato dall’intermediario tra mandanti ed esecutori materiali, Di Martino, il quale, a sua volta, si sarebbe rivolto a Mallardo, capo dell’omonimo clan della zona di Giugliano, che, per il tramite di Cecere, avrebbe dato incarico di fare fuoco a Tesone e ad un altro complice, individuato dagli inquirenti nella persona di Gennaro Trambarulo. L’uccisione di Autuori, per i pm titolari del fascicolo Marco Colamonici e Rocco Alfano, sarebbe maturata nell’ambito del controllo del settore dei trasporti su gomma dei prodotti della Piana del Sele perche’, Autuori, finiti di scontare 15 anni di carcere, avrebbe tentato di reinserirsi senza “rispettare la posizione di predominio, ormai raggiunta dagli altri”, come sottolineo’, a poche ore dagli arresti di aprile, il procuratore capo facente funzione di Salerno, Luca Masini. Inoltre, il delitto avrebbe messo in luce una collaborazione tra diversi clan camorristici campani, tanto che e’ stata necessaria una sinergia tra la procura antimafia salernitana e quella napoletana.

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