E’ stato un esponente significativo e innovatore della televisione italiana: Gianni Boncompagni, scomparso due anni fa, avrebbe compiuto oggi 87 anni

Gianni Boncompagni, all’anagrafe Giandomenico Boncompagni è stato un conduttore radiofonicoparoliereautore televisivo e regista televisivo italiano. Proprio nel mondo della televisione è stato un innovatore prodondo.

Nato in Toscana da padre militare dei ruoli amministrativi e madre casalinga, a 18 anni si trasferì in Svezia, dove visse dieci anni svolgendo vari lavori, diplomandosi all’Accademia svedese di grafica e fotografia, e incominciando l’attività di conduttore radiofonico per la radio svedese. Durante questa esperienza, ottenne un’intervista dal sociologo Danilo Dolci che riscosse molto successo. In Svezia si sposa con un’aristocratica e ha da lei tre figlie, tra cui la cantante ed autrice televisiva Barbara. La moglie lo lascerà di lì a breve, e lui chiederà e otterrà la patria potestà, crescendo le figlie da ragazzo padre in Italia.

Tornato in Italia, vinse nel 1964 il concorso RAI per programmatore di musica leggera e incominciò a lavorare nella radiofonia RAI, dove ebbe un grandissimo successo assieme a Renzo Arbore grazie a programmi culto a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta come Bandiera Gialla e Alto gradimento, determinanti per la diffusione della musica beat in Italia. La coppia creò un nuovo modo di fare intrattenimento, basato sul non-sense, sulla creazione di tormentoni, sull’improvvisazione e l’imprevedibilità. Nel 1965 debuttò anche come cantante, con il nome d’arte di Paolo Paolo, incidendo per la RCA Italiana. Tra le altre canzoni scritte da Boncompagni ricordiamo anche Ragazzo triste per Patty Pravo l’anno successivo.

Fa parte del cast della prima serie del programma quotidiano del mattino Chiamate Roma 3131 insieme a Franco Moccagatta e Federica Taddei1969.

Nel 1977 Boncompagni approda sugli schermi tv della RAI, dove conduce il programma musicale Discoring, anche questo di straordinario successo: fu uno dei primi programmi musicali destinato a un pubblico esclusivamente giovanile, con un proprio gergo, e con le ultime tendenze del momento sia musicali sia nell’abbigliamento. Sua è pure la voce nella sigla Baila Guapa ballata da Gloria Piedimonte, che ispirerà anche un film. Negli anni Ottanta le esperienze televisive si susseguirono continuamente: Superstar e Drim nel 1980, dopodiché – per quasi dieci anni in coppia con Giancarlo Magalli come autore – Sotto le stelle e Che Patatrac nel 1981Illusione, musica, balletto e altro nel 1982 e Galassia 2 nel 1983.

Tuttavia in quel periodo si conferma come autore e regista di trasmissioni di grande successo popolare soprattutto grazie a Pronto, Raffaella? (1983-1985), che consacrò Raffaella Carrà (con la quale aveva avuto una relazione sentimentale) con il titolo di Personaggio televisivo femminile a livello europeo consegnato dalla European TV Magazines Association nel 1984 e per la quale scrisse spesso i testi di alcune delle sue più famose canzoni. Proseguì con Pronto, chi gioca? (1985-1987), che lanciò la carriera televisiva di Enrica Bonaccorti. Dal 1987 al 1990 curò l’ideazione e la realizzazione di Domenica In, dove sdoganò Edwige Fenech – già famosa come icona sexy grazie ai film scollacciati degli anni Settanta – e Marisa Laurito, che grazie a lui consolidò la sua fama televisiva. Fu proprio a Domenica In che nacque l’idea a basso costo del cruciverbone e del pubblico di ragazzine figuranti, dotate di talento o semplicemente carine e petulanti, che preludevano quelle che saranno poi protagoniste di Non è la RAI.

Insieme al suo alter ego Irene Ghergo, allora sua co-autrice di fiducia, risale al 1991 il passaggio alle reti Fininvest (oggi Mediaset) appunto con Non è la RAI: l’ennesimo programma di culto con Enrica Bonaccorti, in onda fino al 1995. In quelle quattro edizioni Boncompagni è stato sempre al centro delle attenzioni dei media a causa degli scandali legati al programma condotto dalla ancora minorenne Ambra Angiolini. Lo stesso anno realizzò anche Primadonna con Eva Robin’s, seguito da Bulli & pupe (1992) e Rock ‘n’ Roll(1993), praticamente degli spin-off nati dal successo della trasmissione pomeridiana. Oltre ad Ambra, che all’epoca fu un vero e proprio fenomeno di costume, dalla fucina di Non è la RAI furono moltissime le personalità del mondo dello spettacolo che ebbero il loro debutto e che in seguito si distinsero in vari campi dello spettacolo: da Claudia Gerini a Laura Freddi, da Sabrina Impacciatore a Nicole Grimaudo, da Antonella Elia a Miriana Trevisan e Francesca Gollini. Nella stagione 1995/1996 collaborò a un ultimo programma in Mediaset: il pomeridiano Casa Castagna, presentato appunto da Alberto Castagna.

Tornato in RAI, nella stagione 1997/1998 realizzò Macao, con Alba Parietti nella prima edizione e nella seconda con “PI” (personaggio creato graficamente per sopperire all’abbandono della Parietti): tutto sommato una variante del modulo di Non è la RAI, con comici, canzoni, ritornelli e un pubblico di figuranti-protagonisti, dove per la prima volta usò anche personaggi maschili. Sempre nel 1998 realizza per Raidue il programma di prima serata Crociera, condotto da Nancy Brilli: gli ascolti sono molto bassi e la trasmissione viene soppressa dopo una sola puntata. Ha inoltre fatto parte della Commissione Artistica del Festival di Sanremo 1998 e ha collaborato con Piero Chiambretti per Chiambretti c’è (20012003). Sempre nell’estate 2003 ha curato la trasmissione dell’access prime time di Rai 1 Telefonate al buio, condotta da Mara Venier.

Il 9 giugno 2004 firma la regia televisiva per Raidue e RAI International del concerto di Elton John allo Stadio di Reggio Calabria Omaggio a Gianni Versace. Nella stagione 2005/2006 avrebbe dovuto tornare a curare Domenica In, abbandonando tuttavia la trasmissione dopo la prima puntata. In quella 2008/2009 è tornato a lavorare come autore per Raffaella Carrà nella nuova edizione di Carràmba che fortuna, mentre nel 2011 ha partecipato come giurato a Lasciami cantare!, talent show canoro di Raiuno.

Nella stagione 2007/2008 Gianni Boncompagni è tornato in TV con un nuovo programma, dal titolo Bombay, trasmesso dall’emittente LA7. Esattamente come nei suoi precedenti programmi, Bombay presentava scenografia minimale e pubblico composto da ragazze cantanti e vocianti; lo studio era diviso in due parti: una, molto grande, ospitava la sala regia, affollata di ragazze, e un’altra, molto piccola, completamente tappezzata di rose gialle, rappresentava il vero set televisivo, al cui interno venivano ospitati personaggi bizzarri che discutevano su temi d’attualità sprofondando in dialoghi dell’assurdo.

Dal 2012 alla morte ha curato una rubrica fissa su Il Fatto Quotidiano dal titolo Complimenti. Muore a Roma il 16 aprile 2017 all’età di 84 anni dopo una lunga malattia.

 

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