Il mondo del cinema ricorda Stanley Kubrick a vent’anni dalla sua morte. Dieci le curiosità che lo hanno distinto

Esattamente venti anni fa, ad Harpenden in Inghilterra, moriva Stanley Kubrick, geniale regista statunitense che ha lasciato una grande eredità con pellicole che hanno segnato la storia, tra le quali “Dottor Stranamore”, “Arancia Meccanica”, “2001 Odiessea nello spazio”, “Shining” e “Eyes wide shut”. Colpito da infarto, aveva settant’anni. Su un mostro sacro della regia come Kubrick si sono scritti trattati e saggi a non finire. Ma per celebrare il suo talento, abbiamo selezionato qui dieci informazioni curiose, grazie all’aiuto di Giaime Alonge, docente di Storia del Cinema all’università di Torino.

Stanley Kubrick
(foto: Evening Standard/Stringer/Getty Images)

1. La dignità della fantascienza
Kubrick ha dato una nuova dignità alla fantascienza, che fino a 2001: Odissea nello spazio era un genere di serie B”. Per farlo, Kubrick ha fatto leva anche su imponenti (e costosi) effetti speciali. Un investimento ripagato non solo dal successo al botteghino, ma anche dall’Oscar proprio per gli effetti speciali. E il risultato è che a distanza di cinquant’anni “l’ambientazione del film risulta ancora credibile. E questo nonostante in genere gli effetti speciali siano un tratto del linguaggio cinematografico che invecchia molto velocemente”.

2. Il perfezionismo
La scrupolosità di Kubrick è leggendaria. Le scene potevano essere girate decine e decine di volte prima che fosse soddisfatto del risultato. E i suoi interventi non si limitavano alla regia. “Kubrick era padrone totale dei suoi film. Arrivava a dire la sua perfino per il doppiaggio che i suoi film subivano per la distribuzione nei paesi stranieri”.

3. L’occhio attento al mercato
Stupisce che gli ultimi titoli di Kubrick abbiano tutti avuto un successo enorme. Certamente hanno contribuito la sua abilità e i fondi (quindi i tempi) di cui disponeva. Ma Kubrick aveva anche un certo talento nell’intercettare temi molto popolari. È il caso di Lolita, romanzo di Nabokov che al tempo provocò scandali enormi e su cui basò una delle sue pellicole. “I film di Kubrick sono destinati a un audience di massa” che quasi sempre ha ripagato le sue intuizioni.

4. Quasi…
Sì, c’è un’eccezione. L’unico film che non ebbe incassi da capogiro fu Barry Lyndon (1975), nonostante rimanga un capolavoro. Nel film Kubrick si affidò esclusivamente alla luce naturale del sole e delle candele; spesso nei film in cui vediamo delle candele, invece, “c’è in realtà dietro un riflettore bello grosso”. Una sfida mica da poco, che affrontò nuovamente grazie alla tecnologia. “Applicò alle macchine da presa delle lenti speciali, costruite in origine per la Nasa”.

5. Gli ambienti riprodotti in vitro
Kubrick abbandona a un certo punto gli Stati Uniti – dove non fa ritorno – per l’Inghilterra. Ne deriva che anche le scene dei suoi film ambientate negli Usa  siano in realtà riprodotte in studio. E questo vale anche per il Vietnam di Full Metal Jacket: tutti gli ambienti sono stati ricostruiti negli studi inglesi.

Una scena di Full Metal Jacket
Una scena di Full Metal Jacket

 

6. Scene scartate: Blade Runner
Non potevano mancare alcune leggende su un artista del calibro di Kubrick. Una vuole che l’inquadratura finale di Blade Runner in cui si vede un bosco, sia in realtà una di quelle scartate da Kubrick per The Shining.

7. La presunta menzogna dell’allunaggio
C’è chi ancora oggi mette in dubbio che l’uomo sia realmente sbarcato sulla luna. E fra i sostenitori di questa tesi circolava la convinzione che le scene dell’allunaggio trasmesse in tv fossero state girate proprio da Kubrick.

8. Stedicam
Kubrick è stato un innovatore sotto molti punti di vista. Ma da un punto di vista tecnico, è significativa la sua consacrazione con The Shining dell’uso della steadicam, quella struttura che regge la cinepresa e che si innesta sul corpo del macchinista, permettendo movimenti veloci e privi di sobbalzi.

9. Animo schivo
Una nota sulla personalità di Kubrick. Diversamente dalla maggior parte di coloro che lavorano nel mondo cinematografico, questo regista aveva un animo molto poco mondano, perfino schivo. Sembra che a un certo punto si sia in qualche modo isolato nella sua casa-fortezza in Inghilterra.

10. Tempi poetici
Lo spettacolo, come il denaro, non dorme mai. I tempi sono serrati, ma Kubrick ha spesso avuto un tempo tutto suo. “Le sue produzioni diventano sempre più dilatate. Negli anni è diventato sempre più lento e attento. Nessuno si stupisce se Leopardi ci metteva due settimane per scegliere un aggettivo; non è così per il cinema, dove i ritmi sono serrati”. Ma Kubrick, forte anche dei risultati eccezionali negli incassi, poteva concedersi questi tempi poetici. E la storia gli ha dato ragione: anche se negli ultimi trent’anni ha diretto “solo” sei pellicole, queste sono tutte diventate delle pietre miliari della cinematografia.

TRATTO DA:  WWW.WIRED.IT

 

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